Conrad e la sua “linea d’ombra”

A cura di Valentina Barletta – 

 

“Scoprii quanto ero  di mare, nel cuore, nella  mente e, per così dire, nel corpo: un uomo esclusivamente di mare di navi; il mare, l’unico mondo che contasse, e le navi, un banco di prova di virilità, di carattere, di coraggio, di fedeltà e d’amore.”

Joseph Conrad, La linea d’ombra

Spesso, ci sentiamo afflitti, abbattuti. Come quando ci si sente rinchiusi in una gabbia, lottando contro i mulini a vento, in cerca della propria strada. Ed è qui che emerge la verità: a volte, le decisioni migliori, non sono sempre le più semplici… anzi, sono quelle che ci fanno stare peggio! E proprio in questa storia, che penso rispecchi ogni singolo individuo, il tema principale è l’amore, in questo caso, l’amore per il mare.

“Per lui la vita – questa precaria e dura vita – era un dono prezioso che temeva di perdere.”

Joseph Conrad, La linea d’ombra

Il significato che assume il titolo di questo romanzo pubblicato nel 1917, non è altro che la definizione utilizzata da Conrad, per poter esprimere quell’emblema della nostra vita, che durante le difficoltà, ci avverte di dover lasciare alle spalle le ragioni del passato.

Tale storia, viene narrata in prima persona dall’autore stesso, che dopo tanti anni di amore per il mare, decide di licenziarsi per poter allargare i suoi orizzonti.

Conrad, primo ufficiale su una nave marina orientale, si ritrova quindi, ad affrontare questa sua drastica decisione scendendo sulla terra ferma. Solitamente, si dice che un’amore finisce quando questo, non rimane più nel cuore…. ed è proprio per questo, che nel suo caso si scopre…. che in realtà, quell’amore non era mai svanito. Sceso sulla terra ferma per un breve periodo a Singapore, Conrad riceve una nuova opportunità lavorativa dal capitano Giles: assumere il comando della nave Melita a Bangkok, poichè il precedente capitano, morì divorato dalla sua pazzia. E chi l’avrebbe mai detto, che aver accettato tale incarico, avrebbe costato la vita al suo nuovo equipaggio.

Si va avanti. E il tempo, anche lui va avanti; finché dinnanzi si scorge una linea d’ombra che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro. Questo è il periodo della vita in cui è probabile che arrivino i momenti di cui ho parlato. Quali momenti? Momenti di noia, ecco, di stanchezza, di insoddisfazione…

Joseph Conrad, La linea d’ombra

Insoddisfazione… perchè? Come può un uomo amante del mare essere insoddisfatto di quello che sta facendo?

Salpata l’àncora, a seguito di una maledizione lanciata alla nave dal capitano precedente ormai defunto, scoppia un’epidemia di febbre tropicale che strema tutto l’equipaggio, fuorchè l’autore stesso e il cuoco Ransome, seppure malato di cuore. Ed è proprio qui, che la nave si imbatte in una bonaccia… rimanendo bloccata sull’oceano per ben due settimane.

Ma cosa poteva fare? Cosa poteva fare il nostro capitano dinanzi a una situazione così drastica? L’ufficiale che precedentemente aveva assunto il comando della nave, aveva venduto illegalmente tutti i farmaci a disposizione per l’equipaggio, e di conseguenza, come succede penso e presumo a ognuno di noi, il sentirsi “inadeguato” nei confronti di una situazione molto difficile, fa dubitare all’autore stesso delle sue capacità, nello svolgere il ruolo da capitano.

Un improvviso fremito di impazienza ansiosa mi corse nelle vene e mi diede una tale sensazione dell’intensità della vita come non avevo mai sentito prima, né ho sentito dopo.

Joseph Conrad, La linea d’ombra

Impazienza ansiosa….

Eppure, nonostante l’impazienza nel non trovare le cure per il personale di bordo, parte della sfida, pareva essere vinta: la nave risultava ancora essere funzionante nonostante risultasse bloccata, e tutto questo, grazie anche al grande aiuto fornito da Ransome.

Dal punto di vista narrativo, possiamo affermare che tale racconto, viene considerato notevole per la duplice struttura che lo caratterizza, una di queste, la tecnica dell’ironia. In tutta la durata del romanzo, l’autore, espone una sorte di conflitto fra “il giovane” e il “vecchio”, dipingendo un quadro all’interno della sua opera letteraria, che raffigura la natura, la saggezza, l’esperienza e la maturità.

Tale stile narrativo, viene scelto dall’autore per poter utilizzare l’ironia e descrivere meglio il protagonista, contrapponendolo e differenziandolo ad altri personaggi come il capitano Giles e il tuttofare Ransome.

Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi

Joseph Conrad

Dal punto di vista allegorico, tale romanzo viene spesso citato come una metafora della prima guerra mondiale, a causa delle diverse tematiche che l’autore affronta, come l’importanza del cameratismo. Altri punti di vista, invece, evidenziano il forte riferimento al soprannaturale, rifacendosi al tema del “fantasma” del precedente capitano che avrebbe maledetto la nave o alla pazzia del primo ufficiale Burns. Eppure, lo stesso Conrad ha respinto queste interpretazioni nella “nota dell’autore”, sostenendo che “ci sono misteri e meraviglie a sufficienza nel mondo reale, per andare a scomodare le follie del soprannaturale”.

Per Conrad, la linea d’ombra non è altro che quel filo, quel filo che separa ciò che è finito (l’uomo) dall’infinito. Quel vago e lontano contempo universale, rappresentate l’attimo in cui il capitano, prende atto della propria indipendenza decidendo di affrontare il mondo, superando i suoi sensi di colpa e accettando i propri limiti.

 La gente ha una grande opinione dei vantaggi dell’esperienza che, in questo senso, vuol sempre dire qualcosa di sgradevole, in opposizione al fascino e all’innocenza delle illusioni. 

Jospeh Conrad, La linea d’ombra

Illusioni…. quelle illusioni di cui il capitano, era riuscito a privarsi.

Arriva il vento, e quella che sembra essere una nave di moribondi riesce a raggiungere Singapore. L’equipaggio malato viene trasportato all’ospedale, un nuovo equipaggio viene assunto, e il capitano decide di ripartire, di di ricominciare da se. Salutando il capitano Giles, e privo dell’aiuto di Ransome che lo aveva sostenuto nel precedente terribile viaggio, le illusioni di gioventù, erano svanite nell’oblio.

E fu così che varcando quel filo, si era avviato nel diventare uomo…

avendo ormai superato la sua linea d’ombra.

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